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| Al termine di 90 minuti divertenti l'Inter batte 4-3 l'Atalanta. Apre Muntari al 6° del primo tempo, pareggio di Doni (colpo di testa) quattro minuti più tardi, nuovo vantaggio dell'Inter con Ibra e 2-2 di Cigarini al 25° del primo tempo. Nella ripresa tocca a Doni, dopo otto minuti portare davanti i suoi, ma Cambiasso al 35° e Ibra al 36° con un fantastico gol di tacco regalano il successo all'Inter. Lo svedese si laurea re dei bomber.
LA CRONACA Inter-Atalanta più che essere l'ultima partita di Serie A, assomiglia tanto all'ultimo giorno di scuola. Clima disteso e sereno, qualche addio (Viera, Crespo, Figo e forse Cruz da un parte, sicuramente Delneri dall'altra), tanti calorosi saluti, con il pubblico di San Siro che tributa l'omaggio finale ai propri eroi di nerazzurro vestiti e, ciliegina sulla torta Zlatan Ibrahimovic nella parte del "secchione". Sì perchè il genio di Malmoe è l'unico tra i 22 in campo ad avere ancora un obiettivo: il titolo di capocannoniere.
Al 6° minuto l'Inter è già in vantaggio, cross al bacio di Figo, oggi alla sua ultima gara in nerazzurro, goffa deviazione di Consigli e tap-in vincente di Muntari. In ogni classe che si rispetti, però, c'è sempre la figura del guastafeste. In arte Cristiano Doni che, dopo aver dato un dispiacere ai nerazzurri nella gara d'andata, si ripete anche al ritorno siglando il pareggio di testa al 10° del primo tempo. A questo punto si accende Ibra, che lanciato sul filo del fuorigioco buca Consigli. 2-1 Inter, Di Vaio superato in classifica cannonieri e festa grande a San Siro. L'Atalanta, però, non ci sta a subire passivamente lo show di Ibra e soci e al minuto 25 Cigarini fa 2-2 con una sassata di destro da fuori area. L'ultima emozione del primo tempo la regala Figo, sostituzione con Santon, saluto con compagni e avversari, standing ovation di tutto lo stadio e commosso "addio" alla curva nerazzurra. Se è vero che nel computo dei derby stagionali giocati sul campo Inter e Milan sono in parità con questo gesto i nerazzurri passano decisamente in vantaggio.
La ripresa si riapre nello stesso modo, dieci interisti in campo con un unico obiettivo: far segnare Ibra. Ancora una volta, però, è Doni ad aprire le danze. Punizione dai 25 metri, destro a giro sotto l'incrocio dei pali e nuovo vantaggio orobico quanto sul cronometro di Rocchi sono trascorsi otto minuti. Tra il 14° e il 20° tocca a Muntari e Padoin portare sulle montagne russe i tifosi interisti che prima vedono spegnersi in gola l'urlo per il gol del ganese (annullato per fuorigioco) e poi trattengono il fiato per il palo e la traversa colpiti dal laterale orobico. Alla "sagra del legno" si iscrive anche il neo-entrato Crespo: colpo di testa su cross di Maicon al 23° e traversa piena. A dieci dalla fine ci pensano prima Cambiasso, sinistro in mischia, poi Ibra con un tacco divino a mettere le cose a posto: 4-3 Inter, tutti a casa e festa grande a San Siro.
LE PAGELLE Figo 7: per il suo ultimo giorno alla "Scala" del calcio Zanetti lo nomina capitano per l'occasione, il pubblico di San Siro lo lo acclama e lui risponde con la classica prova ricca di qualità. I cross dai suoi piedi sono, come sempre, telecomandati e per uno che da domani, probabilmente, farà il pensionato non è niente male. Obrigado Luis Ibrahimovic 9: il principale artefice della cavalcata stagionale dei nerazzurri pone la sua duplice griffe sull'ultima partita dell'annata, come a voler marchiare con il fuoco lo scudetto nerazzurro con le sue iniziali. Non sarà un mostro di simpatia, ma quando ha voglia di giocare è semplicemente incontenibile. Per lui anche il titolo di capocannoniere Muntari 7: corona un'ottima annata con un'altra rete. Nei piani del Mou al suo posto nello scacchiere nerazzurro ci sarebbe dovuto essere Lampard. Il centrocampista del Chelsea è di un altro pianeta, ma lui, sostituto nel ruolo, ma non nella classe ha comunque il merito di dare il suo generoso contributo alla conquista dello scudetto.
Doni 8: da quando è tornata a casa sua, a Bergamo, è semplicemente rinato. Gli anni passano, ma lui è come il vino, migliora. Doppietta a San Siro per Cristiano prima di testa e poi con una fantastica punizione. Semplicemente fantastico. Cigarini 7,5: il metronomo orobico dimostra di essere ormai diventato un giocatore fatto e finito. Dai suoi piedi passa tutto il gioco atalantino, costruisce, inventa e finalizza, difficile vedergli sbagliare un passaggio. Un consiglio agli uomini di mercato delle grandi: compratelo, di lui ci si può fidare e a occhi chiusi. Consigli 5: il clima allo stadio è quello di festa e lui si adegua. Incertezza sul primo gol, e qualche uscita un po' raffazzonata. Come si dice in questi casi: "E' giovane, migliorerà..."
Davide Cocconi
IL TABELLINO INTER-ATALANTA 4-3 Inter (4-3-1-2): Julio Cesar 6; Zanetti 6, Cordoba 5, Samuel 5, Chivu 5,5 (19'st Crespo 6,5); Stankovic 5,5 (19'st Maicon 6), Cambiasso 7, Muntari 7; Figo 7,5 (44'pt Santon 6); Ibrahimovic 9, Balotelli 6,5. A disposizione: Toldo, Burdisso, Viera, Cruz. All: Mourinho Atalanta (4-4-1-1): Consigli 5 (1'st Coppola 6); Bellini 5, Manfredini 5, Talamonti 5, Garics 5; Padoin 7, Guarente 6,5, Cigarini 7,5, Defendi 6 (27'st Cerci s.v); Doni 8; Plasmati 6 (40'st Parravicini s.v). A disposizione: Coppola, Capelli, Pellegrino, Peluso, Zaza. All: Del Neri Arbitro: Rocchi di Firenze Marcatori: 6'pt Muntari (I), 10'pt Doni (A), 12'pt Ibrahimovic (I), 25'pt Cigarini (A), 8'st Doni (A), 35'st Cambiasso (I), 36'st Ibrahimovic (I) Ammoniti: 9'st Stankovic (I) |